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My India Experience - DAY #1

1:40 AM

Hi everybody!
Eccomi qui, in queste giornate frenetiche, dopo aver finalmente terminato il restyling del blog, dopo ormai più di 3 mesi dal ritorno dall'India, mi fermo, e solo con questa foto che mi teletrasporta in quel pomeriggio caldissimo di marzo, per una volta lascio spazio alle parole...
Photo By Jinson Abraham 

Sono passati 3 mesi e per certi aspetti mi sembra ancora di essere tornata ieri. Sulla mia scrivania, c'è ancora una scatola piena di brosciure, biglietti piegati, depliant, scontrini, piccoli ricordi senza valore ma che per qualche ragione mi teletrasportano in quella terra, in quella dimensione surreale, in quei giorni bloccati in un tempo passato.

E' successo tutto cosi velocemente, in meno di 10 giorni, mi ritrovai ad organizzare la mia seconda volta fuori Europa, non avevo tempo di pensare alla paura dell'affrontare un viaggio da sola, del andare così lontano, dovevo solo sbrigarmi, fare tutto velocemente, e in un battibaleno, quasi come se tutto fosse successo in qualche ora, dopo aver letto l'email che confermava la mia partecipazione alla seconda edizione del Kerala Blog Express, mi ritrovai sul volo Bari-Roma che dava ufficialmente inizio alla mia avventura.
Inutile dire che un po' come successe per Capo Verde, mi sentivo un po' inadeguata in quel volo, soprattutto poichè essendo 1° Marzo, vedevo attorno a me uomini in giacca e cravatta che con il volo delle 7 raggiungevano Roma probabilmente per lavoro, oppure gente con cappelli e sciarpe si preparavano a visitare una Roma invernale. Io invece semplicemente con Converse e una felpa addosso, mi preparavo ad affrontare il calore dell'aereoporto Roma-Fiumicino, alla ricerca unicamente dell'imbarco Emirates. Eccomi arrivata quindi, di corsa all'imbarco bagagli, nascondendo la mia ansia davanti alla gentilissima signorina che pesava la mia valigia (è più forte di me, anche se sapevo perfettamente che la valigia e il bagaglio a mano erano del peso corretto, mi spaventa sempre l'idea che possano bloccarmi e farmela aprire davanti alla fila dell'imbarco! )
Ma anche questa volta, tutto va nel verso giusto, eccomi con i miei biglietti Roma-Dubai, Dubai-Trivandrum, ed eccomi ancora una volta sorridere tutta sola andando verso il controllo per l'accesso ai gate. Fiumi e fiumi di persone attorno a me, ho tutto nel mio zaino (differentemente dall'altra volta in cui avevo uno scomodissimo trolley a mano che mi trascinai per tutta Lisbona!), il passaporto alla mano, pronta ad avere praticamente 10 occhi per i successivi 3 minuti, sembra ogni volta quasi uno sport olimpico: arrivare alla zona dove porre il bagaglio a mano, mostrare passaporto e biglietto, porre velocemente nella vaschetta computer, macchina fotografica, iphone, occhiali da sole, accendino, passare sotto il metal detector, se va male tornare indietro, togliersi le scarpe cerando di guardare dalla parte opposta al controllo, sperando che nessuno si stia rubando tutto! 
Probabilmente dovevo avere la faccia sconvolta in quei momenti, perchè ammetto che badare a tutte quelle cose contemporaneamente non che sia facilissimo! Ma dopo il controllo eccomi più determinata di prima, pronta a raggiungere il mio gate per l'imbarco! In pochi secondi leggo attorno e mi accorgo che devo prendere una specie di metro per raggiungerlo, proprio poichè gran parte dei gate intercontinetali si trovano distanti da quella zona! Prendo cosi questa "metro" (all'interno dell'aereoporto!), mi siedo e attendo la corsa, scendo e tra la confusione mi metto in fila per il controllo passaporti, sono ancora a Roma eppure sono circondata da gente non italiana il che come sempre (e come sempre non so perchè!) mi trasmette una sensazione di felicità che non so spiegare! Mi incanto a guardare i turisti bianchicci che come me sono vestiti fuori stagione, le coppie che per mano attraversano l'aereoporto, i giovani solo con uno zaino con un panino in mano, tutti che camminano velocemente, impazienti di  raggiungere il luogo di vacanza o chissà di tornare a casa. Ben presto arrivo al gate, pronta ad incontrare la mia futura compagna di viaggio Stefania (date un'occhiata al suo blog Every Steph!), l'altra travel blogger italiana come me, selezionata a partire per l'India. Come spesso accade facciamo subito amicizia, e in attesa dell'imbarco ci raccontiamo i nostri viaggi passati, e su una cosa siamo subito d'accordo: nessuna di noi 2 è mai stata in India, e entrambe siamo impazienti di scoprire questo paese! 
 Tra risate e racconti, l'imbarco inizia, e ci dirigiamo verso il gigantesco aereo Emirates. Non ero mai salita su un aereo del genere, era semplicemente enorme, curatissimo nei dettagli, nonostante fossimo sedute in economy! Ogni sedile possedeva un proprio schermo sul quale vedere fillm, ascoltare musica, o giocare, inoltre il personale era davvero disponibile e il cibo niente male! Che altro potevo chiedere di più in quella giornata?



Il volo passò velocmente, ricordo che c'erano moltissimi film da vedere anche in italiano, ma io preferii guardare i classici disney in inglese, e ricordo anche che ridevo da sola come una bambina di due anni perchè sentire le vocine dei personaggi Disney in inglese era davvero divertente!
Ecco quindi che tra un film, un'occhiata al percorso del volo e una partita a Pac-Man ascoltando Ed-Sheraan, arrivammo a Dubai!




 Devo ammetterlo, ciò che mi affascinò di più appena atterrata, fu l'ordine e la pulizia dell'aereoporto di Dubai, la grandezza, e poi sicuramente quelle scritte così incomprensibili ovunque! Persino il cartellone delle partenze, cambiava più volte tra l'inglese e l'arabo, e nonostante la stanchezza accumulata non riuscivo proprio a smettere di fissare quei geroglifici. Finalmente riusciamo a connettere i cellulari e ci incontriamo con altri blogger che come noi avevano il volo che faceva scalo a Dubai, pronti per imbarcarci verso Trivandrum. Eccoci lì, Italia, Brasile, Porto Rico, siamo pronti a imbarcarci nella seconda metà di questa prima giornata di viaggio!
Riecco quindi il ripetersi di quelle sensazioni, incontrare persone per la prima volta, ma sentirsi già amici, condividere le proprie esperienze, sentire che per qualche motivo loro stanno provando quelle tue stesse identiche sensazioni. Siamo tutti lì, che vaghiamo per l'aereoporto in attesa dello stesso volo, quello che ci porterà verso un'esperienza che ricorderemo tutti per sempre!
Tappa d'obbligo per me all'aereoporto (aargh!), è sicuramente il duty free, grazie al quale faccio una scorta di falsissime Marlboro light, quando ancora non immaginavo di quei 10 pacchetti, ne sarei riuscita a fumare solo 3 durante tutto il soggiorno in India (presto vi spiegherò il perchè!). Eccoci quindi, pronti ad imbarcarci, questa volta però l'aereo non è cosi splendente come il primo, d'altronde siamo diretti appunto a Trivandurm, nel cuore dell'India del sud, e diciamo che immediatamente tutti ci accorgiamo che qualcosa è diverso. Con noi in fila infatti, si notano praticamente solo indiani doc, donne con i Saree, e uomini con camice variopinte, e ahimè un'altra caratteristica alla quale presto ci abituiamo è l'odore che si sente nell'aria. Non che si trattasse di un odore totalmente sgradevole, era più che altro un mix di profumi davvero intensi, ma qui la scienza ci viene incontro, presto i nostri nasi si sarebbero abituati  a quell'aria, tanto da non farcelo più sentire. Saliamo sull'aereo, siamo tutti distanti più o meno poichè tutti abbiamo prenotato in momenti diversi, ed eccomi lì, incollata al mio posto rigorosamente finestrino, di nuovo con uno schermo tutto per me d'avanti, ma questa volta decisamente più antiquato. Presto mi accorgo che il posto accanto a me è libero,  ricordo quanto la mia fantasia viaggiava in quel momento, e speravo con tutta me stessa che accanto a me si sedesse una persona "tranquilla" possibilemente non puzzolente e magari chissà che parlasse inglese. Tempo due secondi ed eccolo lì, il mio futuro compagno di viaggio per le prossime 6 ore, ricordo che sorrisi nella mia testa nonostante non sapessi assoultamente nulla su quest'uomo, ma il suo sguardo ispirava fiducia e simpatia. Thomas, sarà stato sulla 50ina, capelli più o meno bianchi, occhiali sottili, camicia a maniche corte, in una mano iphone 5s e nell'altra il biglietto con il posto accanto al mio e...un bellissimo passaporto blu, era americano! Mi sorride e probabilmente si domanda che cavolo ci fa una ragazza tutta sola, in piena notte in un volo per l'India, ma ben presto gli racconto tutto, e lui pian piano mi racconta la sua storia. Il volo è partito e quasi non me ne accorgo, Thomas mi racconta che è diretto in India per una missione umanitaria, è un medico, e sta utilizzando i suoi giorni di ferie per fare un sopralluogo del posto. E' già stato in India tante volte, e mi racconta le bellezze di questo paese, il suo fascino, i suoi pregi e difetti, e vorrei prendere appunti mentre parla. Parliamo davvero per tutta la durata del volo, durante la cena che gradiamo entrambi, e proprio verso la fine del volo, ormai quasi arrivati, mi racconta persino di essere stato scout! Sembra un film, avrei voluto bloccare quei momenti in mille fotogrammi per rivederli e rivederli, e mi sembra cosi surreale vivere quel momento! Ma ecco gli avvisi del pilota, siamo quasi arrivati, ed è ora di atterrare. Per qualche motivo ho un filo di tristezza mentre saluto Thomas, che mi augura il meglio e mi saluta stringendomi la mano come se fossimo stati amici da una vita, mi aiuta a prendere lo zaino e va verso l'uscita mentre io mi siedo e attendo qualche secondo. Si rigira un attimo verso di me e mi manda un sorriso da lontano, nessuno di noi due sa come sarà questa esperienza in India, ma una cosa è certa: non ci rivedremo mai più.
Questi incontri sull'aereo, sono sempre cosi surreali, mi lasciano qualcosa che sembra davvero tratto da un film, o meglio ancora da un libro, sembrano dei personaggi che compaiono sempre per qualche ragione, e tutto ciò fantasia o destino, mi mette sempre una felicità inspiegabile, non ti fa sentire solo al mondo, ma soprattutto fa riflettere sul quanto siamo piccoli difronte alla grandezza dell'universo, alla grandezza del numero di persone presenti, alle possibilità che la vita continuamente ci offre.

Ma rieccomi tornata alla "realtà" del mio surreale viaggio, mi riunisco con i miei compagni di viaggio, scendiamo dall'aereo respirando quell'aria cosi lontana da casa! Non so che ore sono, non mi ricordo il fuso orario, il cellulare non prende nulla, so solo che dobbiamo passare attraverso il controllo dei visti per poi recuperare il bagaglio. Tutto fila liscio, mancano davvero pochi passi per uscire dalle porte a vetri dell'aereoporto e subito capiamo che in tanti ci aspettavano, eccoli lì, i responsabili del Kerala Tourism ci accolgono, e che benvenuto!
Fiori, il mio nome a caratteri cubitali, un taxi che ci aspetta, gente che ci fotografava, il tutto alle 4:00 AM, in un'aria che già sentivo bollente ma che già mi piaceva un sacco!
Avevo voglia di telefonare ai miei dicendo che tutto era già fantastico, che ero arrivata, che stavo bene, che era tutto vero! Ma dovetti aspettare ancora un po', ancora uno step per vedere un letto nel quale sarei sprofondata: arrivare in hotel in Taxi! Anche li, ricordo perfettamente, questo taxi bianco con l'autista a destra che guidava letteralmente come un matto, strade a tratti asfaltate a tratti no, case che si alternavano a baracche, e nonostante il buio, la stanchezza, eccola lì, completamente sullo sfondo, misteriosa ma così intrigante, la giungla!
Non riuscivo a smettere di guardare fuori dal finestrino, e proprio mentre cercavo di focalizzare cosa ci fosse all'orizzonte, eccola lì, l'entrata trionfale di uno degli hotel più belli che abbia mai visto: The Leela Hotel, in Kovalam. E dopo un benvenuto con una freschissima noce di cocco, la suddivisione nelle camere ( o meglio nelle suite!) un po' come accade in Africa eccomi li dire ad alta voce in quella camera gigante: sei in India Barbara Rotella!










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