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Africa Day 1! Da Bari a Capo Verde: Il viaggio della speranza di una viaggiatrice solitaria

7:07 PM

Hi everybody!
Con un mese di ritardo più o meno, inizio il diario della mia avventura in Africa con l'associazione W.I.P Work In Prgress!
La mia avventura inizia il giorno 19 Giugno, quando ancora ignara di tutto mi imbarcavo dall'Aereoporto di Bari per un viaggio che mi avrebbe vista in solitaria dalla mattina alle 7 fino alle successive 12 ore, quando avrei incontrato il resto del team italiano a Lisbona. Devo dire che ero davvero emozionata all'idea di viaggiare totalmente da sola, di badare ai miei bagagli e di controllare aerei, posti eccetera, avevo tutto sotto controllo, ma come dimostrano le mie emozioni della sera prima, ero realmente spaventata e impaurita.
Ciò che più di ogni altra cosa mi spaventava, era imbarcarmi a Roma Fiumicino per Lisbona, proprio perchè il volo Roma-Capo Verde faceva sbarco lì.

Ecoomi quindi sul primo volo Alitalia Bari Roma che dalle 7:00 sarebbe arrivato a Roma alle 8:00. Devo dire che avevo proprio dimenticato la comodità di un volo che non fosse Ryanair, i sedili più larghi, il personale disponibile e gentile (anche nei confronti del mio bagaglio a mano che era un po' pesantuccio!), ma soprattutto il pasto a bordo e la tranquillità degli altri passeggeri che per la prima volta non correvano ai posti proprio perchè erano assegnati.
 Arrivo all'imbarco con tutta "tranquillità" ed ecco attorno a me solo uomini con valigette ventiquattrore e persone assonnate, e devo dire che mi sentivo un po' inappropriata con il mio fedele cappellino di paglia sempre in testa, la macchina fotografica e la guida di Capo Verde in mano! Ma ignorando totalmente tutti quelli che erano attorno (caratteristica che mi avrebbe accompagnato per l'intero viaggio) inizio a scattare senza ordine ben preciso selfie-fotografie ad ogni cosa che avevo attorno.
Attraverso il corridoio dell'aereo e con il chek in svolazzante mi dirigo verso il mio selezionatissimo posto finestrino che risulta essere...occupato! "Non benissimo" avrei detto a qualcuno se l'avessi conosciuto, proprio perchè il mio posto 8A era occupato da un'anziana signora che si era bella e sistemata proprio su quello che doveva essere il mio sedile  Così, fermo il gentilissimo stuart dicendogli che quello era proprio il mio posto, ponendogli il mio check in oline sotto il naso. Fortunatamente l'anziana signora si alza (ah i baresi!), e mi lascia spazio nel mio larghissimo sedile. Eccomi quindi, analizzo la situazione e non faccio in tempo ad accendere l'ipod, cercare di seguire le regole in caso di caduta nel volo in mare (Bari-Roma ?!?), gustarmi un caffè sciapito con biscottini preconfezionati, che eccomi a Roma, in un caldo afoso, "pronta" per il volo che mi avrebbe portato a Lisbona solo nel pomeriggio.
Devo dire che l'aereoporto Roma Fiumicino è davvero una città, gente che scappa da una parte all'altra, magari viaggi programmati, o viaggi last second, e prima che di iniziare a fantasticare su tutti quelli che ho attorno, recupero il bagaglio con facilità (all'andata) e inizio a cercare il check in per il volo successivo. Dopo aver trovato dove fosse l'imbarco bagagli (check in numero 222 o qualcosa del genere!!), mi metto in coda, accanto ad un altro check in per un volo low cost per Amsterdam,per poi capire che era l'imbarco del volo Roma Lisbona delle 12, quando il mio era solo alle 3, quindi l'imbarco sarebbe iniziato solo 3 ore e mezza dopo. Inizia così il mio vagare per l'aereoporto, incantata come una turista autentica da migliaia di persone che correvano da una parte all'altra, mi dirigo verso il primo bar, e dopo un ottimo cornetto ai cereali e un caffè della bellezza di 2,50 totali, inizia la mia attesa per il check in.
Mi fermo in una zona d'attesa, analizzando la successiva carta d'imbarco, e cercando di capire che fine avrebbe fatto il mio bagaglio da imbarcare, cioè se a Lisbona l'avrei recuperato di nuovo o se l'avrei rivisto direttamente a Capo Verde. Ovviamente, chi è esperto di voli intercontinetali, sa benissimo che la seconda opzione è quella giusta, ma per una come me che ha più o meno girato solo l'Europa, era davvero un mistero fittissimo. Finalmente arriva l'orario d'imbarco e con passaporto e check in oline alla mano inizio a fare la coda, dove avrei conosciuto una simpatica coppia (lui italiano lei brasiliana) che andavano a Lisbona, o meglio diretti verso il Brasile con scalo a Lisbona. Lei biondissima e organizzatissima, presto tira fuori un foderino con mille informazioni sul viaggio organizzato a puntino da un'agenzia, lui, romano doc, con un accento simpatico mi vede leggere e rileggere il check in e ridendo mi tranquillizza dicendo "si signorì va a Lisbona" e chiaccherando sulle nostre mete future, si offre pure di scattarmi una foto di questo mio primo check in con destinazione extra europea.
Arrivata al check in, l'operatrice TAP Portugal, compagnia che avrei gastemato da quel momento in poi, mi dice che il volo è in ritardo e io, tutta presa da questa informazione e preoccupandomi della coicidenza a Lisbona mi dimentico di chiederle l'informazione essenziale del bagaglio. Eccomi quindi nuovamente solo con il mio bagalio a mano verso una coda infinita del controllo bagagli, avvolta già da un'aria internazionale e la mia attenzione si focalizza su una coppia di viaggiatori bellissimi, lei biondissima e filiforme, lui carino e avventuriero, entrambi con un passaporto blu con scritta dorata "United States Of America". La mia mente inizia a viaggiare, questi ragazzi così giovani, divertiti probabilmente dalla vacanza appena trascorsa, tenendosi per mano rimangono in fila, riguardando le foto e sorridendosi a vicenda. Io invece, posso ancora utilizzare internet sul mio iphone, vedo gli ultimi aggiornamenti della mia vita sociale che lasciavo alle spalle e oltre passo il controllo bagaglio con tutta tranquillità. Ci sono, ora devo solo attendere il volo! A rendere l'attesa meno noiosa ci sono variopinti personaggi che girano per l'aereoporto (chissà che magari non pensino lo stesso di me!), ed eccomi quindi prendere una pausa dal tram tram aeroportuale che tanto bramavo i giorni prima.

Continua il mio vagare ed eccomi alla ricerca di un altro caffè (l'ultimo decente da lì a 20 giorni), e dopo averlo acquistato mi accorgo che il bar vende anche sigarette, ed eccomi acquistare l'ultimo pacchetto di marlboro italiane, quando proprio mentre cercavo spiccioli la mia attenzione si focalizza sull'espressione del barista: "Signorì ma li tieni disciottanni?!" dovevate vedere la mia espressione, era da tempo che qualcuno non mi scambiava per un'adolescente e successivamente all'espressione simpatica del ragazzo, gli rispondo in maniera stranamente loquace, raccontandogli un po' il viaggio che avrei intrapreso di lì a breve. Eccomi quindi nuovamente pronta a vagare per l'aeroporto in attesa dell'uscita del gate che mi avrebbe portato a Lisbona, e dopo aver trovato l'area fumatori, l'obiettivo successivo fu trovare una presa, dato che il mio iphone mi dava ansia con un fantastico 40%. Con immenso stupore, trovo una colonnina con delle prese usb, e con tutto relax mi accomodo accanto alla colonnina, con uno sguardo alla guida di Capo Verde e uno sguardo allo schermo delle partenze che a breve mi avrebbe informato sul gate d'imbarco. Il tempo  vola, e appena visualizzo un molto meno ansioso 65% sull'iphone, mi dirigo verso il gate, dove a causa del ritardo del volo riesco a sentire l'ansia dei miei futuri passeggeri. Finalmente si parte, ancora non ci credevo, e poco prima di mettere il telefono in modalità aereo, riesco a scambiare un whatsapp con la mia prima compagna di viaggio Raffaella, che si trova una decina di sedili avanti a me. Alziamo il braccio tra i sedili e ci riconosciamo "Ciao Barbi!" mi dice da lontano, e per la prima volta in quella giornata sorrido a qualcuno che mi riconosce. A causa delle nostre prenotazioni differenti quindi, siamo lontane, e in qualche modo ci diciamo "Ci vediamo a Lisbona!" e pochi attimi dopo si accende il segnale delle cinture di sicurezza. 


Mi accomodo e mi guardo intorno, l'aereo è davvero grande, e mentre stuart e hostess curatissimi parlano in portoghese e sorridono ad ogni passeggero, dei piccoli schermi si aprono sopra la mia testa, mandando in onda le regole e le norme di sicurezza per il volo, ovviamente in portoghese, ma fortunatamente con sottotitoli in inglese. L'idea è davvero simpatica, nel video ci sono dei bimbi e dei ragazzi che mostrano come comportarsi sull'aereo, la grafica è davvero piacevole, dato che gli attori sono reali, mentre l'aereo e tutto il resto che compare nel video sembra disegnato a matita. Il volo scorre tranquillo, e proprio mentre la mia playlist dell'ipod scorreva senza accorgermene, arriva il così detto pranzo Tap Portugal.
Davvero come una bambina, sono emozionata all'idea di mangiare sull'aereo e con un sorriso da ebete mi "gusto" questo cibo pre-confezionato, impaziente di arrivare a Lisbona. Sono davvero incuriosita da questo pranzo e con uno sguardo al cielo dal finestrino e l'altro ai passeggeri vicini mi dico nella mente buon appetito e come spesso è accaduto in quella giornata, ho riso da sola. Ben presto la voce del comandante risuona in portoghese oltre il mio ipod, Lisbona ci siamo! Recupero tutte le mie cose, ancora non ci credo, l'Italia e tutto il resto finalmente è alle spalle, l'avventura è ufficialmente iniziata e sono di nuovo con il mio bagaglio a mano pronta a tutto. Eccomi scesa, dall'aereo e con un selfie non curante di tutti quelli che mi sono attorno urlo nella mia testa...Portugal here i am!
 In meno di un quarto d'ora conosco la mia nuova compagna di viaggio Raffaella, e ci dirigiamo insieme verso l'uscita alla ricerca dell'altra ragazza dell'italian team, Maria, che invece proveniva dal volo Venezia-Lisbona. Con Raffaella iniziamo subito a ridere, dato le chiedo immediatamente informazioni sul bagaglio in stiva, e da brava viaggiatrice doc, mi tranquillizza sul fatto che avremmo recuperato il bagaglio direttamente a Capo Verde. Incontriamo Maria all'uscita dall'aereoporto e la prima reazione è sempre accompagnata da risate e cordialità, in qualche modo ci riconosciamo e insieme optiamo per un piccolo giro di Lisbona, in attesa del volo che la sera stessa ci avrebbe portato a Capo Verde.
Andiamo verso la metro, e l'aria che si respira è già così diversa e piacevole! A far compagnia alla nostra prima passeggiata sono proprio i primi muri della metro, colorati e con disegni, davvero particolari! Ma immediatamente mi accorgo di aver commesso il primo errore dell'esperienza: portare un trolley come bagaglio a mano. Portare uno zaino sarebbe stato molto più comodo e pratico, dato che mi ritrovo a fare scale e scalini con la valigia per niente comoda. Arriviamo all'entrata della metro e la fortuna ci accompagna già, poco prima di fare i biglietti, incontriamo una coppia di turisti con un ragazzo che ci regalano i loro biglietti giornalieri della metro, faremo un giro di Lisbona praticamente gratis! L'orario ci facilita la scelta della pausa che prenderemo a Lisbona, parola d'ordine: cerveja! :D

 Brindiamo alle avventure che di lì a breve ci raggiungeranno, agli incontri che faremo, alle persone che incontreremo. Si parla di viaggi futuri e passati, di vecchie storie, ma anche di progetti e di futuro. E' sempre straordinario conoscere qualcuno che condivide le tue stesse passioni, e ascoltare e raccontare racconti di viaggio è sempre emozionante, e tra un racconto e l'altro mantengo sott'occhio l'orologio dobbiamo tornare!
Rieccoci quindi all'aereoporto di Lisbona, e dopo il controllo passaporti (che emozione! ahahaha) arriviamo alla navetta che ci avrebbe portato all'aereo quando l'imbarco è già iniziato. Saliamo sull'aereo e ci andiamo a sedere, siamo lontane perchè abbiamo fatto il check in separatamente, quindi in qualche modo sono di nuovo solo con i miei pensieri che si perdono tra le luci del Portogallo che lascio alle spalle...buonanotte Lisbona! Saliamo sull'aereo e ancora non sapevo quanto quei passi avrebbero cambiato la mia vita, quanto avrei riflettuto, quanto mi sarei in qualche modo ritrovata. Con passaporto e carta d'imbarco mi dirigo verso il mio posto, questa volta assegnato casualmente dal sistema ma che mai e poi mai avrei cambiato e chi mi conosce capirà da questa foto il perchè.....

Il numero 13 come sempre nella mia vita, mi accompagna anche in questa avventura...e non sapevo che sarebbe stato solo l'inizio! :) Mi siedo su quel sedile così comodo e spazioso, mentre le luci si disperdono all'orizzonte, e ben presto si decolla.  Non si vede più nulla, sotto di noi, qualcosa che in qualche modo sembrava familiare ma non lo era per niente: l'Oceano. Il volo durerà cinque ore, e la stanchezza della sveglia alle 5 di mattina inizia a sentirsi, ma nonostante ciò,  per qualche motivo non riesco a dormire! Il volo procede tranquillo, e nonostante il cuscino e la coperta forniti dagli stuart della Tap mi elettrizzano i capelli, non sono per niente nervosa. Accanto a me, un francese che per fortuna parla inglese, davvero socievole e simpatico,fa trascorrere il tempo più velocemente. Arriva la cena, e mentre si chiacchera tra l'insalata di riso e la crema pasticcera come dolce, mi racconta essere il trainer della nazionale di Capo Verde di Taikondo! Mi ritrovo stranamente socievole e loquace anche io e gli racconto dell'esperienza che di li a breve inizierò.
E' davvero entusiasta e mi racconta dei suoi viaggi passati, e subito dopo cena, estrae da una custodia nera un compagno di viaggio che mi dice accompagnarlo sempre: il suo ipad! Ridiamo insieme sulla dipendenza dalla tecnologia, e ben presto mi propone una sfida al sui giochi preferiti: in serie, un quiz basato sulla conoscenza del mondo apple e un giochino il cui obiettivo era far scorrere una pallina attraverso dei tubi. In un attimo rido da sola nella mia mente: la notte prima alla stessa ora ero a casa immersa tra paure e ansie del giorno prima, avrei mai potuto immaginare una situazione del genere? Impazzisco per queste situazione, quando la vita mischia le carte e accadono cose che mai avresti pensato prima! Con questa idea cerco di dormire un po' arrendendomi all'ennesimo challenge che mio nuovo amico francese mi stava proponendo. Avevo una maglietta a mezze maniche bianche ma nell'aereo faceva freddissimo e solo allora capii l'utilità delle copertine di pile che avevano consegnato all'inizio del volo. L'ipod è scarico, le luci dell'aereo sono quasi tutte spente, e attorno a me gran parte dei passeggeri dorme. Cerco di guardare dal finestrino ed è tutto tutto tutto completamente blu, nero, non si vede assolutamente nulla, neanche una minima luce, nulla! Inizio a fantasticare sulle grandiose creature marine che in quel momento staranno attraversando l'oceano sotto di noi, alle balene, agli squali, alle meduse giganti che con assoluta tranquillità trascorrono quella notte così speciale per me. Con questi pensieri mi addormento per una mezz'ora per poi risvegliarmi un po' sudata con la voce del passeggero dietro di me che di dormire non ne vuole sapere e che parla in una lingua davvero strana (solo successivamente avrei capito trattarsi di criolo, la lingua tipica di Capo Verde) con l'altro passeggero accanto a lui. Faceva davvero caldo, e a un certo punto sento davvero una sete pazzesca ma non volevo disturbare il mio vicino francese che finalmente dormiva, così decido di utilizzare il pulsantino di richiamo apposito sopra la mia testa. Con mia grande sorpresa, in quel preciso istante la luce si accende e gran parte delle persone accanto a me, compreso il mio vicino francese, si svegliano, accecate dalla luce e fissandomi dato che ahilmè sono ancora con il braccio alzato. Immediatamente, una hostess con un rossetto fuxia mi dice qualcosa in portoghese, e io rispondo totalmente incurante di quello che aveva detto: "Can I have a glass of water please?" e lei mi dice di seguirla, quindi necessariamente i miei vicini di posto sono costretti ad alzarsi non proprio felici di questo mio bisogno. E pensare che avevo spinto il pulsantino proprio per evitare di svegliare la gente intorno a me! Eccomi quindi (sempre con il mio fedele cappellino di paglia in testa), nella parte posteriore dell'aereo sognando un bicchiere d'acqua e osservando nell'attesa i passeggeri attorno a me.... Finalmente la hostess realizza il mio desiderio, ed eccomi di ritorno al mio 13A, questa volta ancora più assonnata e intenzionata a dormire. Finalmente prendo sonno non ci credo! Ma ecco che..... Welcome to the airport of Praia! La mia adrenalina è alle stelle, sono realmente nel bel mezzo dell'oceano, e ce l'ho fatta! L'aeroporto infondo non ha nulla di speciale, eppure l'emozione che mi ha dato quel luogo e quel momento la dimenticherò difficilmente! Nel giro di poco, tutti i passeggeri lasciano l'aereo, dirigendosi verso il ritiro bagagli. Una foto sfuocata immortala questo momento, e nonostante siano solo l'una di notte, per noi italiane sono più o meno le 4 e le nostre facce iniziano ad essere davvero stanche. Ci mettiamo così in coda davanti allo sportello dei visti, e ancora una volta la mia emozione è alle stelle, il mio passaporto riceverà il suo primo timbro! Con un pizzico di ansia pongo all'ufficiale il mio visto turismo ricevuto online dall'ambasciata di Verona, e dopo qualche secondo, intinge il timbro nell'inchiostro e con un sorriso smagliante mi dice "Welcome in Praia!".
La sala del ritiro bagagli è davvero piccola, si riconoscono ancora le stesse facce che erano sull'aereo e dopo aver atteso il mio bagaglio, incrocio lo sguardo di quel francese che mi era stato accanto tutto il tempo. Per qualche strana ragione quello sguardo sembrava già familiare, e con un sorriso ci auguriamo buona vita certi soltanto di una cosa: non ci rivedremo mai più. Con il saluto al francese, tutti i pezzi del puzzle del primo giorno sono al loro posto, questa giornata è stata davvero una giornata intensa, ed accogliere la mia stanchezza, un dolce sorriso che in qualche modo mi riconosce, e con un accento vagamente francese, mi dice "Sei tu Barbàrà, vero?" Immediatamente ci riconosciamo, è Alexandra, la responsabile di Wip che ci è venuta a prendere all'aeroporto. Nonostante la stanchezza, iniziamo a parlare, salendo sul pulmino che ci avrebbe portato all'hotel." Ho visto la foto su facebook con il cappellino!" e tutte ridiamo sul cappello di paglia che mi accompagna da stamattina alle cinque fedelmente. Prime risate, primi racconti e progetti già aleggiano nell'aria, tutti (compreso il cappello di paglia) sono inconsapevoli di quello che avverrà nei prossimi giorni... eccomi in camera, e posando il cappello sulla scrivania adiacente al letto, proprio come in una commedia americana, mi butto sul letto di spalle e con un sorriso ebete dico a me stessa: "Sei in Africa Barbara Rotella! "




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3 commenti

  1. ahahhaha questo post mi fa morire Barbara! Bella bella questa esperienza! Ti abbraccio!

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  2. Mi ingolosisci sempre di più, sto viaggiando con te, con i tuoi racconti! Ritorno alla mia verde età, quando anche io viaggiavo e provavo forti emozioni!
    Bellissimo questo tuo primo giorno...
    Bacione

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